ULTIME NOTIZIE | 1 Marzo 2020

CER GAS sostiene l’Associazione “El Ouali”

CER GAS sostiene l’Associazione “El Ouali Bologna per la libertà del Sahara Occidentale” che dal 2000, in collaborazione con altre Associazioni dell’Emilia Romagna e con la copertura sanitaria della Regione Emilia Romagna, promuove e realizza nella provincia di Bologna un progetto di ospitalità di bambini Saharawi, provenienti dai campi profughi di Tindouf in Algeria.

attraverso la diplomazia e la non violenza vengono ignorati dai media e la loro situazione è poco conosciuta dall’opinione pubblica. L’Associazione El Ouali nasce proprio per promuovere ed organizzare iniziative di solidarietà e conoscenza: l’accoglienza sembra pertanto un ottimo modo per testimoniare e poter raccontare la situazione di sofferenza e difficoltà dei Saharawi. Colpisce vedere come questi bambini, investiti del ruolo di ambasciatori di pace, si sentano fieri e orgogliosi di rappresentare il loro popolo negli incontri istituzionali con gli amministratori e nonostante i problemi di lingua (i più parlano Hassanya, un dialetto arabo e solo alcuni lo spagnolo, in virtù del passato coloniale del Sahara Occidentale) riescano ad essere ottimi comunicatori della ricchezza del proprio popolo.

I bambini Sahrawi, lontani sin dalla nascita dalla loro vera terra (solo raccontatagli dalle famiglie) e senza possibilità di conoscere il mondo esterno, hanno, con l’esperienza di accoglienza in Europa, una opportunità di confronto con la realtà che si vive al di fuori dei campi profughi. Quest’esperienza ha notevoli implicazioni per i ragazzi coinvolti: si tratta della prima opportunità di sperimentare direttamente una vita diversa dalla quotidiana gestione delle emergenze tipica di un campo profughi (per quanto organizzato). Questo vuol dire poter lasciare un deserto infuocato (nel periodo delle peggiori condizioni ambientali, con temperature proibitive per qualsiasi essere vivente) e conoscere società e costumi diversi dai propri, altrimenti noti solo a partire da falsi miti e racconti di seconda mano. L’opportunità, inoltre, di avere visite mediche in una fase della crescita importante per prevenire l’insorgere di patologie pericolose.
Tutto questo grazie alla grande esperienza umana e sociale che l’accoglienza estiva offre come opportunità di scambio tra bambini del deserto e le comunità italiane coinvolte. I bambini vivono questa opportunità con grande emozione, ben sapendo che le loro famiglie solo con grandi sacrifici affettivi acconsentono alla loro partenza:
questo rende la loro esperienza ancora più importante perché si tratta della prima effettiva separazione da affetti insostituibile. I bambini sanno che le loro famiglie saranno ad attenderli con ansia ma sanno anche quanto sia preziosa l’esperienza che vivranno e quindi vi si affidano con molte speranze. Si tratta del primo loro viaggio, in attesa del viaggio del ritorno alle loro case abbandonate nel Sahara Occidentale, quando la pace ritornerà”.